Pregare è semplicemente parlare con Dio; è parlare con Lui.

“Per pregare non servono talento speciale, eloquenza, denaro o raccomandazioni di nessun genere” (La vita spirituale ridotta a tre principi. p. 15)

Nel frattempo, per poter creare questo dialogo con Dio, dobbiamo tenere conto di due cose:

Primo, chi è Dio Non hai la possibilità di creare intimità con qualcuno senza conoscerlo profondamente. La preghiera, è proprio il processo di creazione dell’intimità con Dio.

E secondo, è conoscere noi stessi, affinché così, davanti a Dio, lasciamo che Lui ci tocchi e ci trasformi, ma per farlo dobbiamo conoscere le nostre colpe.

Insomma, dobbiamo sapere quanto sia infinita la bontà di Dio e quanto sia profonda la nostra miseria, questo è il minimo per avere una preghiera efficace.

Cari figli, per avere un dialogo bisogna avere contenuti, cioè per pregare bisogna usare parole, siano esse dette ad alta voce o solo all’interno di noi, ma devono essere espresse e quindi bisogna ascoltare la risposta di Dio.

Ricorda, Dio sa tutto e a volte il suo momento di parlare è attraverso la bocca di un sacerdote in Messa, la bocca di un predicatore in ritiro, la bocca del fratello di una comunità, quando legge le scritture, comunque, state sempre attenti, perché Dio non si abbandona mai ai tuoi.

Cerca di crescere nella preghiera, affinché tu possa crescere nella fede, non perdere questo tempo favorevole. Impegnati a dedicare almeno 5 minuti della tua giornata, per parlare con Dio.

Dio vi benedica!

Il prete parla a nome nostro.

Chi qui non ha mai risposto a una messa nel momento sbagliato o ha ancora detto una preghiera insieme al prete?

Fai attenzione a qualcosa:

Il sacerdote alla Messa, è il rappresentante di Cristo, quindi in alcuni momenti si rivolge a Dio con preghiere a nome di tutto il popolo.

Che momento sono questi?

A grandi linee, occupa al primo posto la Preghiera Eucaristica, apice di ogni festa. Seguono le preghiere: dalla raccolta (all’inizio), sulle offerte (dopo l’offerta) e dopo la comunione.

Queste sono le preghiere presidenziali, cioè solo il sacerdote è quello che deve fare.

“La natura delle parti “presidenziali” richiede che esse siano pronunciate ad alta voce e distinta da tutti attentamente ascoltate”. (IGMR 32)

Ma ci sono ancora alcune altre preghiere, che devono essere fatte solo dal sacerdote, ma vengono pregate in silenzio.

Sono loro: prima di proclamare il Vangelo, nella preparazione delle offerte e prima e dopo la comunione del sacerdote.

Il motivo per cui queste vengono fatte in silenzio, è che in questi momenti, il sacerdote non prega in nome della comunità, prega nel suo nome di compiere il suo ministero con maggiore attenzione e pietà.

È come se il sacerdote chiedesse l’aiuto di Dio per svolgere bene la sua funzione, in quel momento della messa.

Mai dimenticare, chi ci rappresenta davanti a Dio, è il sacerdote! È lui che parla a nome nostro.